Invasore di campo bloccato dagli steward nel derby di Milano, Andes: “Condanniamo ogni forma di violenza, gli steward devono essere professionalizzati”

“Non possiamo che denunciare ogni episodio di violenza, soprattutto se gesto gratuito, e immotivato”. Così l’A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza che raccoglie in tutta Italia circa trentamila steward e Dge (Delegati alla Gestione Evento), stigmatizza i fatti avvenuti durante il derby di sabato tra Inter e Milan, quando un ragazzo ha pacificamente invaso il campo fino ad essere fermato da diversi steward con le maniere forti.  

“Il comportamento di alcuni steward intervenuti - spiega Ferruccio Taroni, presidente Andes - è da condannare perché violento e inopportuno. Detto questo, certamente stiamo parlando di una categoria di lavoratori, gli steward, che ancora oggi dopo quasi 15 anni, è praticamente invisibile: senza contratto collettivo, senza inquadramento né tutela, con una retribuzione difficilmente all’altezza, nonostante turni di lavoro fuori misura e con tutte le difficoltà che l’attuale crisi sanitaria e sociale comporta. Non è ovviamente nostra intenzione giustificare atteggiamenti sbagliati che abbiamo sempre contrastato, anzi. Cogliamo invece l’occasione per confermare quanto sia necessario professionalizzare la figura, allargando la possibilità di esercitare anche negli spettacoli ed in qualunque evento preveda la presenza di pubblico, così da permettere agli operatori di mantenere la propria famiglia col proprio lavoro. Sarebbe importante poter impiegare queste figure anche in altre attività: si pensi agli sport al chiuso o a quelli erroneamente definiti minori, o al personale ad oggi impiegato nella regolamentazione dei flussi di alcune attività commerciali. Ad oggi il sistema è ancora carente di personale e sempre più ci si rivolge a fasce di persone che approcciano l’attività per mera necessità economica, spesso con formazione frettolosa data l’incombente necessità di personale. Pochi o nulli gli aiuti che arrivano dalle istituzioni per la crescita del personale, del quale ci ricordiamo solo il giorno della gara e soltanto in quei pochi attimi necessari per le varie operazioni. Siamo certi che un contratto collettivo a tutela del lavoratore ed una formazione uniforme con un test riconosciuto a livello nazionale potrebbero aumentare la qualità e professionalità delle prestazioni”.

 

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