Steward negli stadi, perso il 90% del lavoro: il punto Andes su numeri e formazione

“Con le nuove misure intraprese dal governo l’impiego di steward si è ridotto del 90 per cento, visto che servirà solo il 10 per cento del personale. Di contrasto aumenta il lavoro dei Dge (Delegato alla Gestione Evento, ndr) che con meno forze lavoro deve garantire maggiori protocolli e controlli. Con i mille spettatori l’impiego arrivava a malapena al 30 per cento degli steward. In più, in questo periodo di pandemia, notiamo fortemente il rischio che la formazione di queste figure professionali possa essere portata avanti in maniera poco efficace, magari approfittando proprio della pandemia”. Così Ferruccio Taroni, presidente dell’A.N.DE.S, l’Associazione Nazionale Delegati alla Sicurezza, fa il punto sui numeri che riguardano il livello occupazionale dello stewarding in Italia, dopo la reintroduzione delle porte chiuse negli stadi.

“In questo periodo di pandemia, oltre al calo dei numeri degli steward impiegati, notiamo anche il rischio di una formazione professionale portata avanti in maniera poco efficace, magari proprio con la scusa della pandemia. Molti lavoratori che hanno perso la loro occupazione primaria, ora si affacciano al mondo dello stewarding, anche perché spesso si parla di steward impiegati fuori dai centri commerciali o dai negozi, per regolare l'afflusso dei clienti. Ma è bene ricordare che in questo caso ci troviamo davanti a un uso inappropriato del termine ‘steward’, che invece dovrebbe essere riservato solo al mondo dello sport. Questa illusione di un possibile lavoro porta le persone a ricercare corsi di formazione che oggi vengono offerti spesso online ma con livelli formativi veramente molto bassi, e in più con un monte ore di formazione di molto ridotto rispetto a quello richiesto dalle norme. Ancora oggi siamo costretti quindi a chiederci chi vigila su questo? Di fronte a migliaia di steward che non lavorano nel settore calco, c'è davvero oggi la necessità di una formazione frammentaria? Per questo, come Andes, abbiamo lanciato il nuovo ‘Libretto dello steward’, nuovo modello organizzativo con microgruppi di steward a disposizione di un Dge, con l’obiettivo di andare facilitare sia la filiera dell’organizzazione del lavoro, quando riapriranno gli stadi, ma anche maggiore puntualità sotto il profilo della formazione di ogni steward. Non solo, ma se le istituzioni volessero, con lo stesso strumento si potrebbe certificare il livello formativo, andando così ad aiutare questo mondo fatto di precarietà fornendo maggiore serietà a figure che devono lavorare nell’ottica di garantire la sicurezza pubblica”.

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